ecommerce di successo
Ecommerce, ecco come diventare il numero uno

Numeri in crescita, vertiginosamente. I dati confermano la tendenza a comprare e preferire gli acquisti su piattaforme online. È comodo, facile ed immediato. Lo shopping sugli e-commerce offre un nuovo modo di fare spesa: comodamente da casa, sostituendo quello che una volta era lo shopping tradizionale (decisamente impegnativo e faticoso!) con un semplice click da smartphone. Le previsioni ci dicono che i numeri relativi all’acquisto online dovrebbero raddoppiare nell’arco dei prossimi tre anni. Le vendite al dettaglio su e-commerce hanno superato i 2,3 miliardi di dollari in tutto il mondo l’anno scorso. Come fare per abbattere la concorrenza? Sebbene il settore sia in forte ascesa, il numero di competitors e-commerce è ancora molto alto. E per diventare i numeri uno la strada è certamente complessa ma non impossibile. Uno dei modi più semplici per sfruttare al meglio l’e-commerce, così da diventare competitivi e superare la concorrenza, sembra essere il social commerce, ma qual è la strategia giusta?

E come si innestano i motori di ricerca in questa strategia?

Per aumentare le vendite c’è sicuramente bisogno di essere ben posizionati. E sappiamo anche che l’85% dei consumatori sceglie Google per acquisire informazioni sui prodotti prima dell’effettivo acquisto. Altro dato importante: il 75% dei clic viene effettuato sulla prima pagina che viene proposta tra i risultati di ricerca. In altri termini: se non sei tra i primi (se non il primo!) c’è poca speranza che il tuo e-commerce venga scelto, che le tue vendite vadano a buon fine, che aumenti il tuo fatturato.

Allora cosa fare?

Per posizionarsi bene tra i risultati della ricerca hai bisogno di una strategia SEO in grado di trasformare il tuo sito e-commerce in un risultato eccellente per l’utente che cerca così di generare nuovi lead col traffico organico. Tutto parte dalle parole chiave, le cosiddette keyword. La prima cosa da fare quando organizzi una strategia SEO on-page è focalizzarti su quello che il tuo target cerca in ottica di parole chiave più digitate, ed inserirle all’interno del tuo sito.  Questo elemento è fondamentale agli occhi del motore di ricerca, che sia Google o Bing, affinché riconosca nel tuo contenuto quello che sta cercando esattamente l’utente. Gli step che devi seguire sono due: scegli le migliori parole chiave da inserire nelle tue pagine; fai in modo che i motori di ricerca capiscano che quelle pagine risolvono delle domande degli utenti.

Costruire un buon testo

Il contenuto di una pagina web è uno degli elementi cardine di qualsiasi progetto SEO professionale. Attraverso il testo, Google può verificare la corrispondenza tra gli elementi dell’ottimizzazione e la completezza delle informazioni utili a soddisfare l’intenzione di ricerca.  Il ragionamento è sempre lo stesso: scegliere le parole chiave giuste e organizzare il testo in modo tale che vi siano contenute. Quando costruisci un contenuto, devi pensare all’utilità che può avere per i tuoi utenti, prima che al posizionamento nei motori di ricerca. Sappi che la completezza delle informazioni che offri ai tuoi utenti passa, nella maggior parte dei casi, dalla stesura di copy che superano le 100 parole, ma ovviamente dipende sempre dal caso specifico. Ci sono tante pagine web che sono ben posizionate nonostante non abbiano dei testi corposi.

Il valore dei link

Bene, hai ottimizzato il tuo sito web in chiave SEO, hai compilato i metadati, hai scritto un buon testo e hai anche inviato la struttura del sito a Google, ma tanti altri tuoi competitors lo hanno già fatto. In che modo il tuo sito farà la differenza? L’unico modo che hai per superarli è mettere in pratica una strategia vincente di digital PR attraverso la costruzione di un profilo di backlink. Che valore ha un link? I links aumentano l’autorità e la fiducia dei motori di ricerca nei confronti di una specifica pagina, che a sua volta aumenta il trust di tutto il sito web ed aiutano i motori di ricerca a comprendere quanto rilevante sia un contenuto rispetto ad una specifica intenzione di ricerca analizzando gli anchor-text che collegano le pagine. Uno dei trucchi è saper realizzare un anchor – text, cioè un testo cliccabile nell’articolo che ti rimanda ad un’altra pagina. Di solito al suo interno viene inserita una keyword affinché possa essere di più facile comprensione ai motori di ricerca.

Per intenderci:

“La link building moderna è incentrata sulla qualità di contenuti originali che apportano valore agli utenti e che ne aumentano il coinvolgimento”

Ovviamente questa è la strada più difficile e tortuosa, ma che allo stesso tempo mette al riparo da update di Google che tendono a penalizzare chi costruisce profili backlink artificiali e “spammosi”. Gli elementi che non devi dimenticare sono quindi: alta qualità e contenuti unici. Queste buone abitudini che consentono di essere al riparo da penalizzazioni da parte del motore di ricerca.

Dispositivi mobili, ottimizza il tuo sito

Il 90% delle ricerche su un prodotto e il relativo acquisto oggi avvengono tramite smartphone. E se il tuo sito non è ben ottimizzato per i dispositivi mobili non sarà un risultato principale della ricerca. Ecco qualche dato: secondo Alexa il 48% dei consumatori utilizza i motori di ricerca per dispostivi mobili e l’80% dei migliori siti web e-commerce è ottimizzato per smartphone e tablet. Migliorare ottimizzando questo aspetto ti aiuterà a crescere nelle vendite online.

Come generare nuovi lead

Una buona strategia SEO è in grado di aumentare e massimizzare il tuo sito e-commerce. Tutto questo non farà altro che aumentare le tue vendite ed aumentare il tuo fatturato. E ricorda che un sito semplice, intuitivo ed immediato, con un’architettura semplice ed un design adatto per le pagine, migliorerà il ranking di ricerca e ti aiuterà a convertire quanti più lead possibili. Rendi il tuo sito bello, funzionale e fai in modo che i consumatori quando ricercano un determinato prodotto… scelgano proprio te!

Richiedi una consulenza gratuita

    digital marketing
    Il futuro del Digital Marketing

    Nel futuro prossimo ci si aspetta che i professionisti nel settore del digital marketing prendano il pieno controllo dell’esperienza utente. In particolare, ecco quali tecnologie e canali di comunicazione online modificheranno l’approccio a web marketing e social media marketing.

    Internet delle cose

    I dispositivi mobili sono un fattore importante per il digital marketing, e attualmente veicolano più della metà del traffico online. L’internet delle cose è in una fase di grande sviluppo, e tra breve conterà nei nuovi asset della comunicazione pubblicitaria online.
    Con le tecnologie e la quantità di dati a disposizione delle aziende (big data), la personalizzazione rappresenta uno dei trend più promettenti. Il geo-targeting è soltanto all’inizio e non dovrebbe essere il vostro unico obiettivo.
    Sarà necessario lavorare con modelli statistici che valutino quali segnali indicano che i clienti siano interessati ad un certo tipo di prodotto, per poi offrirglielo.

    Intelligenza artificiale applicata al Digital Marketing

    L’intelligenza artificiale (AI) è un altro argomento di grande interesse. Combinarla con la personalizzazione dei contenuti potrebbe offrire grandi opportunità per lo sviluppo di campagne di digital marketing e brand reputation. Si tratta di un trend nel quale chiunque ne abbia le competenze dovrebbe investire.
    Nel futuro prossimo le opportunità maggiori saranno offerte da social media, app e navigazione su dispositivi mobili. Questi canali riflettono le vostre attuali strategie di investimento pubblicitario online? Investire oggi nei canali del futuro è il solo modo per essere sicuri di non rimanere indietro.
    Non sempre è facile misurare l’efficacia delle proprie campagne di digital marketing. Ad esempio, non è semplice dimostrare che un aumento delle vendite è il risultato di una nuova campagna pubblicitaria, di un nuovo messaggio sul sito web o di uno sforzo del team di vendite.
    Tuttavia, le tecnologie digitali offrono sistemi puntuali per misurare le metriche chiave e capire come il marketing digitale influenzi le vendite. E’ possibile calcolare il ritorno dell’investimento (ROI) soltanto avendo a disposizione dati accurati a proposito di cosa stia determinando il traffico e le conversioni.
    I professionisti del marketing digitale vorrebbero poter considerare meno le statistiche relative all’acquisizione dei clienti e più il ROI, che rappresenta l’obiettivo ultimo di qualsiasi campagna di marketing.
    Attualmente abbiamo già a disposizione tecnologie che consentono di stimare il ROI in base ad una serie di dati raccolti, ma siamo sicuri che nell’arco di pochi anni saranno disponibili sul mercato una serie di tool in grado di determinare in maniera molto più raffinata flussi e performance generate da campagna pubblicitarie online basate su web marketing e social media marketing.

    Fonte: http://www.milanotoday.it/economia/il-futuro-del-digital-marketing-secondo-andrea-pilotti.html

    Richiedi una consulenza gratuita

      digital transformation
      L’importanza della Digital Transformation

      La Digital Transformation è considerata dagli esperti di mercato come la salvezza per molte aziende, ma passare al digitale non è semplice come può sembrare. La trasformazione digitale è il futuro per le aziende, piccole o grandi. Gli imprenditori si sentono ripetere questa frase ormai da molto tempo. Eppure entrare nel mondo digitale per un’impresa è operazione più facile a dirsi che a farsi. Esistono, infatti, diversi ostacoli che possono frenare questa trasformazione. Secondo uno studio condotto da Pwc, e basato sulle PMI e sulle grandi aziende globali, il problema principale nella digital transformation sono le mancanze di competenze specifiche. In pratica al giorno d’oggi pochissime realtà possono vantare un team di esperti in grado di guidare l’impresa nel passaggio da analogico a digitale. Mancano, insomma, le figure professionali capaci di sfruttare e capire i meccanismi del mondo digital, che sono totalmente differenti rispetto alle logiche produttive del contesto non virtuale. Il dualismo tra analogico e digitale si riflette anche sulle nuove tecnologie.

      Gli ostacoli nella digital transformation

      La maggior parte delle innovazioni tecnologiche possono aiutare una PMI a crescere ma gli imprenditori al momento non sanno come usarle e come investire su di esse. Per il 37% delle aziende la barriera più grande per il passaggio al digitale è rappresentata proprio dall’uso di tecnologie differenti rispetto a quelle adoperate fino ad oggi. Non a caso il 42% delle imprese coinvolte ha dichiarato di utilizzare ancora dei meccanismi produttivi datati e considerabili come obsoleti nell’epoca della cosiddetta Industria 4.0. In poche parole molti imprenditori hanno capito la potenzialità di strumenti come l’Internet of Things, intelligenza artificiale e automazione, ma non sanno come inserirli nella loro azienda e per evitare danni ulteriori preferiscono non cambiare i loro attuali sistemi di produzione. Una scelta comunque sbagliata perché porta l’impresa a rimanere indietro rispetto alla concorrenza. La scelta più giusta sarebbe quella di assumere o di avvalersi per un determinato periodo di una figura esperta, come un consulente, che possa aiutare dall’interno la trasformazione digitale dell’azienda. Questo potrebbe sembrare un consiglio scontato e invece stando ai numeri emersi dallo studio Pwc il 64% delle PMI intervistate al momento non è riuscita a stringere delle collaborazioni con figure professionali abili nel contesto della quarta rivoluzione industriale o con altre aziende che possono fornire un supporto strategico nel passaggio al digitale.

      Come accelerare la digital transformation

      Ci sono alcune semplici azioni da compiere per accelerare i processi di digitalizzazione interni a una piccola e media impresa
      Chi ha una piccola e media impresa nell’ultimo periodo non può non aver sentito parlare di digitalizzazione. Si tratta del processo fondamentale per le aziende di oggi per evitare di restare fuori dal mercato e per ridurre le spese.
      Iniziamo subito con il dire che questo processo di digitalizzazione seppur necessario è molto personalizzabile. Ogni azienda dovrebbe raggiungere l’obiettivo partendo dalle proprie conoscenze di base e dalle proprie necessità. Possiamo però indicare tre sfide principali che la maggior parte delle PMI deve affrontare quando si addentra nella digital transformation. Ricordiamo che prima di avvicinarsi a queste sfide una PMI deve fare un’analisi del panorama digitale nel quale opera e intuire il gap che ha con la concorrenza.

      Le tre sfide per le PMI

      Prima di lanciarsi nelle implementazioni delle nuove tecnologie utili a migliorare l’azienda dobbiamo analizzare la vision, gli obiettivi di business e la clientela della PMI. Bisogna realizzare un piano che preveda una struttura d’insieme sulla visione digitale dell’organizzazione, sugli obiettivi di business da raggiungere su quali clienti puntare. La presentazione di un progetto del genere e la sua relativa discussione in azienda dovrebbe portare a un accordo sulle azioni digitali che è necessario prendere.

      Le azioni per accelerare la digitalizzazione

      A questo punto è normale chiedersi quali siano le azioni chiave da compiere all’interno di un processo produttivo digital. Innanzitutto dobbiamo migliorare l’esperienza del cliente. È un aspetto sempre valido ma che alle volte si perde con il passaggio in ambito digitale, dove invece il cliente ha più strumenti per interagire con noi. La digitalizzazione deve trasformare anche il modo con il quale interagiamo con la clientela. Dobbiamo essere sempre a disposizione attraverso più canali. In secondo luogo le nuove tecnologie adottate devono portare a un vantaggio palpabile e concreto, come massimizzare l’efficienza o ridurre i costi. Le nuove tecnologie e la loro condivisione deve portare poi a migliorare la collaborazione e la condivisione delle conoscenze all’interno della PMI.

      Fonte: https://tecnologia.libero.it/come-accelerare-la-digital-transformation-13016

      Richiedi una consulenza gratuita

        ecommerce in italia
        E-Commerce in Italia al microscopio

        Quanto sia importante per le imprese essere presenti in modo efficace sul web è oramai un concetto universalmente assodato. Internet riesce a offrire opportunità per vendere online e ampliare il mercato di riferimento fino a pochi anni fa impensabili.

        In questo quadro l’Italia, pur evidenziando positivi miglioramenti rispetto all’anno passato, stenta ancora nello stare al passo con il resto d’Europa. È quanto emerge dall’ultimo Rapporto e-commerce 2017 diffuso da BEM Research intitolato Luci e ombre del commercio online in Italia“.

        Dal report emerge come il giro di affari del mercato italiano sia aumentato, passando dai 21 miliardi di euro del 2015 ai 26 miliardi del 2016 (+23,4%). La quota sul mercato europeo a 28 paesi, il cui valore stimato è pari a 625 miliardi di euro (nel 2015 ammontava a 580 miliari di euro), è quindi passata dal 3,6 al 4,2%. Se un miglioramento c’è stato, il ritardo italiano risulta ancora molto ampio. Germania, Francia e Spagna evidenziano quote di mercato ben più ampie della nostra (16,4%, 10,1% e 6,4% rispettivamente – grafico 1).

        Grafico 1. UE28: mercato dell’e-commerce B2C – composizione percentuale 
        prodotti e servizi non finanziari

        Fonte: elaborazioni e stime BEM Research su dati Eurostat.

        L’utilizzo di Internet per acquistare beni e servizi da parte delle famiglie continua ad essere un’attività non molto diffusa in Italia. Appena il 29% della popolazionedi età compresa tra i 16 e i 74 anni ha utilizzato almeno una volta il web per effettuare acquisti nel 2016. Rispetto all’anno passato si è registrato un aumento della diffusione di soli 3 punti percentuali, ma il gap rispetto al resto d’Europa è ancora ampio (nei paesi dell’Area euro l’e-commerce risulta avere una diffusione tra la popolazione attiva pari al 55%).

        L’Italia si posiziona davanti solo a Cipro, Bulgaria e Romania. Il divario italiano diventa ben più ampio se si considerano Francia (66%) e Germania (74%), paesi non molto distanti dalla testa della classifica occupata da Danimarca (82%) e Lussemburgo (79%).

        Dal dettaglio per classi di età si osserva come i giovani concentrino i loro acquisiti online soprattutto sui capi di abbigliamento. I più anziani, invece, quando utilizzano il web si dirigono principalmente verso libri e giornali. La popolazione di mezza età predilige comprare online viaggi e titoli di trasporto. I prodotti tecnologici sono quelli con la propensione a essere acquistati sul web più simile per tutte le classi d’età considerate (grafico 2).

        Grafico 2. Italia: individui che hanno utilizzato Internet per acquistare beni e servizi negli ultimi 3 mesi – tipologia di acquisto per fascia di età 
        Dati relativi al 2016

        Note: sono possibili più risposte.

        Fonte: elaborazioni BEM Research su dati Istat.

        Dal punto di vista dell’offerta, nel 2016 sono state appena l’8% le imprese italiane con almeno 10 dipendenti ad aver ricevuto un ordine tramite l’online (in aumento di un solo punto percentuale rispetto all’anno passato – grafico 3). La media dell’Area euro si attesta al 18% (17% nel 2015). Tra i paesi europei più virtuosi troviamo Danimarca (28%), Repubblica Ceca e Svezia (27%), Germania (26%) e Belgio (24%).

        Il divario tra Italia ed Europa in riferimento all’offerta si è ridotto solo se si guarda alle grandi imprese, mentre le piccole e medie imprese lo hanno visto aumentare. Il fatturato prodotto da Internet nel 2016 da queste ultime è stato infatti pari al 6% del totale nel 2016, contro l’8% del 2015.

        Grafico 3. UE28: percentuale di imprese che hanno ricevuto ordini online
        Dati relativi al 2016 – Imprese non finanziarie con almeno 10 dipendenti
        Fonte: elaborazioni BEM Research su dati Eurostat.

        Tenendo conto del fatto che le piccole e medie imprese rappresentano il tessuto economico italiano è su questo fronte che sarebbe opportuno impiegare la maggior parte delle risorse pubbliche e private. Lasciare che le PMI vengano fagocitate dai giganti del web significa privarle della possibilità, ad esempio, di poter creare strategie di marketing online perfettamente disegnate sui desideri e necessità degli utenti, caratteristica che generalmente assicura un maggior numero di vendite sul web e una migliore affermazione del brand.

        La creazione di un portale web che promuova il made in Italy nel mondo, mettendo in rete le tante piccole realtà produttive di qualità che in Italia abbondano in campi quali il settore alimentare, la moda e l’arredamento, è un passo che deve essere compiuto.

        Un aiuto alle PMI italiane potrebbe giungere anche da azioni sul fronte della domanda. Permangono infatti vincoli culturali, soprattutto nelle persone più anziane che in Italia rappresentano una grande fetta della popolazione, che impediscono di accedere a Internet o di valutarne l’utilità.

        Campagne informative specifiche per questa tipologia di consumatori, potenzialmente più orientati verso il made in Italy, potrebbero favorire una maggiore diffusione dell’e-commerce a vantaggio soprattutto delle aziende italiane. Più specificatamente per il Mezzogiorno, andrebbe creato un efficace sistema di incentivi fiscali e/o contributi volti a sostenere le spese necessarie per diffondere una maggiore “cultura del web”.

        Richiedi una consulenza gratuita

          come fare un piano editoriale
          Come fare un piano editoriale per il tuo blog

          Se ti stai chiedendo come fare un piano editoriale per il tuo blog, per aumentare gli utenti sul tuo sito web, sappi che è sempre necessario creare contenuti di qualità e che attirino l’interesse.

          Tra le migliori soluzioni per intercettare utenti che sono nella fase informativa del funnel è quella del blog, dove pubblicare news di settore, approfondimenti e molto altro.

          Certo, è solo uno strumento. Se, però, la tua strategia sarà messa in campo nel modo giusto potrai aumentare le visite e vendere di più il prodotto e/o servizio che offri.

          Si, hai capito bene: il blog è utile per l’aumento del tuo fatturato e questo puoi farlo in modo diretto o indiretto. Agisci con una efficace lead generation e porta chi legge il tuo blog su una landing page. Per fare tutto questo è necessario un piano in grado di indirizzare la tua linea editoriale per aumentare le vendite.

          Anzitutto chiariamo cos’è un piano editoriale: è un semplice file di testo in cui puoi ordinare ciò che ti serve per realizzare i contenuti del tuo blog aziendale. Come fare un piano editoriale per il tuo blog è la premessa necessaria ed inevitabile della tua strategia.

          Diciamo che potremmo partire anche con un elenco di punti da sviluppare in argomenti, articoli e così via. Tutto calendarizzato e, soprattutto, organizzato secondo un criterio da te scelto per la linea editoriale del blog.

          Vuoi attirare delle persone sul tuo blog, magari partendo da un post social che possa catturare l’attenzione con un copy persuasivo ed accattivante.

          Quando poi l’utente arriva a leggere il contenuto è fondamentale che esso corrisponda e soddisfi la sua intenzione di ricerca.

          È l’unico modo per avvicinarti quanto più alle loro problematiche risolvibili con i tuoi servizi. Capire come fare un piano editoriale per il tuo blog ti aiuterà a comprendere bene quali punti affrontare volta per volta, tutto scritto in chiave SEO.

          Come fare un piano editoriale per il tuo blog per un progetto vincente

          La conoscenza è la chiave di tutto. E non è una frase fatta. Prima ancora di scrivere un piano editoriale hai bisogno della pianificazione di un progetto in grado di fornirti le informazioni utili dalle quali poi trarre spunto per gli articoli del blog.

          Quali obiettivi ti sei posto in funzione della tua realtà aziendale?

          E, soprattutto…

          quali principi vuoi realizzare per primi e quali dopo?

          Uno schema è proprio tutto quello che fa al caso tuo. Ecco l’analisi SWOT, un modello nel quale puoi raccogliere tutte le possibili opportunità ma anche i punti di debolezza del tuo progetto e delle tue idee. Stai molto attento anche ai tuoi competitors. È il caso di poter analizzare anche questa situazione attraverso Followerwonk per Twitter oppure SEMRush. Non sono di certo strumenti per capire l’azione dei competitors così da copiarla pari. Anzi. La visione globale dell’ambiente in cui ti muovi deve farti aprire gli occhi ed essere più lungimirante dei tuoi concorrenti così da compiere in anticipo le giuste mosse per aumentare visite e vendite.

          Come fare un piano editoriale per il tuo blog: modi per attirare e vendere di più

          Chiarito che è fondamentale far giungere utenti profilati sul tuo sito/blog offrendo loro contenuti di qualità per generare nuove vendite hai bisogno della creazione di una landing page, una pagina che si propone di realizzare conversioni.

          Da questa pagina dovrai fare in modo di ottenere un contatto con l’utente attraverso l’ottimizzazione di alcuni passaggi. Ottenuto il contatto puoi decidere se vendere direttamente oppure generare un lead da nutrire con un workflow di mail.

          Non escludere, però, la possibilità di attuare alcuni obiettivi indiretti attraverso il tuo blog. È il caso di link earning, brand protection, brand awareness e customer care.

          Un blog vincente che porta il tuo nome ti consente di essere conosciuto dagli utenti per ottenere link in ingresso oppure iscrizioni alla newsletter. Altro ottimo modo per convertire l’utente in cliente.

          SCARICA L’EBOOK SEO PER MAGGIORI APPROFONDIMENTI

          Come fare un piano editoriale per il tuo blog conoscendo il target di riferimento

          Ci sono mille modi per raccontare qualcosa, mille linguaggi, mille circostanze. Il linguaggio cambia sempre in funzione del pubblico che si ha davanti. Così è anche per il web.

          Hai bisogno di chiarire il tuo target di riferimento altrimenti ogni sforzo editoriale e progettuale sarà reso vano da una dissipazione delle tue forze che, invece, se ben orientate al pubblico giusto aumenteranno la probabilità di convertire utenti in clienti.

          Un piano editoriale efficace tiene conto anzitutto di questo aspetto fondamentale. La scelta dell’argomento giusto deve passare inevitabilmente per la identificazione del lettore-tipo che si vuole intercettare.

          Tra i modi migliori per comprendere l’identità del tuo target di riferimento c’è certamente quella di indagare le ricerche interne del tuo blog. Nel tuo blog le persone possono lasciare i loro quesiti che, molto spesso, sono collegati al tipo di bisogno che hanno. Bene, questi dati sono di fondamentale importanza per orientare la tua strategia di piano editoriale producendo dei contenuti corrispondenti a quanto è stato cercato nel tuo blog.

          SCARICA L’EBOOK SEO PER MAGGIORI APPROFONDIMENTI

          Come fare un piano editoriale per il tuo blog utilizzando un calendario editoriale per le pubblicazioni

          Chiariamo subito che il piano ed il calendario editoriale, sebbene spesso confusi, sono in realtà due strumenti assolutamente distinti.

          Il piano editoriale è il lavoro di pianificazione strategica dei contenuti, in riferimento agli obiettivi progettuali prefissati.

          Il calendario, va da sé, è uno strumento esclusivo per mantenere il polso della situazione. Ed anche il ritmo, direi. Con una pianificazione ben calendarizzata puoi mantenere sempre viva l’attenzione dei tuoi utenti pubblicando i contenuti adatti in lassi di tempo a giusta distanza.

          In questo caso hai bisogno di un foglio di calcolo, un file su Google drive così da condividerlo anche, oppure Google Calendar. Ecco alcuni elementi indispensabili:

          • Titolo articolo
          • Data di pubblicazione
          • Nome del o degli autori
          • Tag e categoria
          • Sottoparagrafi
          • Fonti
          • Data di consegna

          In sintesi, devi organizzare le pubblicazioni del tuo blog aziendale in modo tale da intercettare l’esigenza informativa del tuo utente target con un contenuto di qualità che soddisfi e risolva un problema. Una volta fatto questo, devi fare in modo che l’utente sia condotto con una CTA (call-to-action) verso una pagina di conversione, in cui dovrà essere disposto a darti un contatto e-mail in cambio di un contenuto gratuito, come ad esempio un ebook.

          SCARICA L’EBOOK SEO PER MAGGIORI APPROFONDIMENTI

          Attenzione: Un contenuto scritto e previsto nel piano editoriale potrebbe essere soggetto a cambiamenti. L’importante è, nell’imminenza della pubblicazione, essere attenti a rivedere i contenuti scritti e, se è il caso, cambiarli.

          La pubblicazione è uno strumento in grado di attirare utenti. È per questa ragione che la costituzione del piano editoriale deve tenere conto della fluidità attraverso la quale i cambiamenti avvengono nel mondo del web. Ora che hai capito cosa è un piano editoriale elaboralo per attuare la strategia vincente. Ricorda la fluidità. Una strategia così costituita è il primo passo per aumentare il tuo fatturato lasciando indietro i tuoi principali competitors.

          Richiedi una consulenza gratuita

            analizzare sito web
            Come analizzare il tuo sito web

            Il tuo sito internet è online già da un po’ di tempo ed hai ben compreso l’importanza della SEO per l’ottimizzazione ed il posizionamento. In realtà già hai cominciato ad agire con qualche piccolo accorgimento ma non sai come analizzare il tuo sito web per capire se hai intrapreso la direzione giusta.

            Andare nella direzione corretta significa collocarsi tra i primi posti nei motori di ricerca ed esaudire le intenzioni di ricerca degli utenti.

            È inevitabile ed è un’operazione assolutamente fattibile e nelle tue possibilità.

            Come analizzare il tuo sito web per capirne i progressi?

            Ecco alcune piattaforme che potranno esserti d’aiuto.

            Come analizzare il tuo sito web con SEMRush

            Questo tool è tra i migliori in circolazione. È online a pagamento e fornisce la possibilità di analisi completa del tuo sito web: consente di capire come un sito è indicizzato e secondo quali parole chiave, a che punto è la SEO e di che traffico gode il sito.

            In realtà questa piattaforma prevede un utilizzo gratuito solo per 10 operazioni giornaliere, sempre previa registrazione tramite la creazione di un account dedicato.

            Clicca sulla scheda di registrazione, indica mail e una password, poi dichiara di non essere un robot e accetta le condizioni d’uso, l’informativa sulla privacy e, se preferisci, spunta anche la possibilità di ricever news e aggiornamenti da SEMRush.

            Per portare a buon fine la registrazione devi premere sul pulsante Crea il mio account ed indicare l’area di interesse oppure clicca su Salta per ritrovarti nella Dashboard.

            A questo punto inizia con l’analisi del tuo sito!

            Prendi la URL e inseriscila in alto dove c’è scritto Inserisci dominio, keyword o… e clicca su Cerca.

            SEMRush procederà alla analisi del sito anche secondo il numero di Backlinks, di keyword di ricerca organica e principali competitor.

            Come analizzare il tuo sito web con SEOZoom

            Una valida alternativa a SEMRush è proprio SEOZoom. Altra importante piattaforma che consente un’analisi professionale e completa del sito internet che si vuole ispezionare.

            Anche in questo caso avremo un numero limitato di analisi disponibili giorno per giorno, senza registrazione e senza pagare nulla. Cominciamo subito a capire come funziona. Vai sulla pagina principale di SEOZoom e copia l’URL del sito internet da analizzare nel campo di testo centrale e poi clicca su analizza. Quando il tool ha completato l’analisi, leggerai sulla Dashboard principale i grafici di analisi Andamento sito con i relativi volumi di traffico con rispettive parole chiave per posizionamento.

            Ampio spazio anche per la voce Distribuzione keyword e Keyword migliori, dedicate alle keyword per le quali il sito in analisi si è posizionato. In alto, nella barra dei menu, puoi anche visionare le voci Backlinks oppure Competitor organici. In ogni caso per comprendere il funzionamento di SEOZoom puoi cliccare su Help della barra laterale e leggere la Guida in linea per la spiegazione di tutti gli strumenti di analisi SEO disponibili.

            Meglio SEMRush o Seozoom?

            Sgombriamo subito il campo dai dubbi: entrambi i tool hanno delle funzionalità eccezionali per l’analisi on-site dei tuoi progetti.

            Se vuoi capire come analizzare il tuo sito web per competere nel mercato italiano, ti consigliamo di utilizzare Seozoom: il suo database ha registrato ed analizzato più keyword e fornisce degli utili strumenti editoriali.

            Se invece vuoi capire come analizzare il tuo sito web per competere sui mercati esteri, indubbiamente SEMRush è la scelta che fa per te, perché possiede database divisi per nazione a differenza di Seozoom.

            Ultimi aggiornamenti della piattaforma creata da Ivano Di Biasi, sembrano andare nella direzione di un allargamento ed espansione del database delle keyword anche ai mercati esteri e come primo update recente, è stata inserita una funzionalità per il mercato UK.

            Come analizzare il tuo sito web con Google Analytics

            Tra i tool totalmente gratuiti per l’analisi di un sito internet c’è Google Analytics: potrai monitorare il traffico del tuo sito web con statistiche dedicate ed è l’unico tool in grado di restituire dati effettivi e reali e non stime (come i precedenti).

            Google Analytics serve a registrare le hit del tuo sito web ma non può aiutarti a capire le metriche dei tuoi competitor: viene installato inserendo un codice di monitoraggio nel tuo sito web e i dati che offre riguardano solo la tua proprietà.

            Inoltre questo strumento di Google può anche essere integrato con Google Ads così da visualizzare le conversioni che avvengono tramite campagne promozionali.

            L’installazione di Google Analytics è veramente molto semplice, ma il suo utilizzo a livello professionale necessita di approfondimenti e magari corsi verticali sull’argomento.

            Basta avere un account Google per installare Analytics: registrati e inserisci l’indirizzo del tuo sito web in Amministrazione, in modo da ottenere il codice di monitoraggio da inserire nel tuo sito.

            Una volta compiuti questi passaggi fondamentali è opportuno collegarsi alla pagina iniziale di Analytics accedendo mediante l’account Google.

            Poi, seleziona il sito web proprietario cliccando prima sul suo nominativo e poi sulla dicitura Tutti i dati del sito Web.

            Richiedi una consulenza gratuita