Come fare un piano editoriale per il tuo blog

Se ti stai chiedendo come fare un piano editoriale per il tuo blog, per aumentare gli utenti sul tuo sito web, sappi che è sempre necessario creare contenuti di qualità e che attirino l’interesse.

Tra le migliori soluzioni per intercettare utenti che sono nella fase informativa del funnel è quella del blog, dove pubblicare news di settore, approfondimenti e molto altro.

Certo, è solo uno strumento. Se, però, la tua strategia sarà messa in campo nel modo giusto potrai aumentare le visite e vendere di più il prodotto e/o servizio che offri.

Si, hai capito bene: il blog è utile per l’aumento del tuo fatturato e questo puoi farlo in modo diretto o indiretto. Agisci con una efficace lead generation e porta chi legge il tuo blog su una landing page. Per fare tutto questo è necessario un piano in grado di indirizzare la tua linea editoriale per aumentare le vendite.

Anzitutto chiariamo cos’è un piano editoriale: è un semplice file di testo in cui puoi ordinare ciò che ti serve per realizzare i contenuti del tuo blog aziendale. Come fare un piano editoriale per il tuo blog è la premessa necessaria ed inevitabile della tua strategia.

Diciamo che potremmo partire anche con un elenco di punti da sviluppare in argomenti, articoli e così via. Tutto calendarizzato e, soprattutto, organizzato secondo un criterio da te scelto per la linea editoriale del blog.

Vuoi attirare delle persone sul tuo blog, magari partendo da un post social che possa catturare l’attenzione con un copy persuasivo ed accattivante.

Quando poi l’utente arriva a leggere il contenuto è fondamentale che esso corrisponda e soddisfi la sua intenzione di ricerca.

È l’unico modo per avvicinarti quanto più alle loro problematiche risolvibili con i tuoi servizi. Capire come fare un piano editoriale per il tuo blog ti aiuterà a comprendere bene quali punti affrontare volta per volta, tutto scritto in chiave SEO.

Come fare un piano editoriale per il tuo blog per un progetto vincente

La conoscenza è la chiave di tutto. E non è una frase fatta. Prima ancora di scrivere un piano editoriale hai bisogno della pianificazione di un progetto in grado di fornirti le informazioni utili dalle quali poi trarre spunto per gli articoli del blog.

Quali obiettivi ti sei posto in funzione della tua realtà aziendale?

E, soprattutto…

quali principi vuoi realizzare per primi e quali dopo?

Uno schema è proprio tutto quello che fa al caso tuo. Ecco l’analisi SWOT, un modello nel quale puoi raccogliere tutte le possibili opportunità ma anche i punti di debolezza del tuo progetto e delle tue idee. Stai molto attento anche ai tuoi competitors. È il caso di poter analizzare anche questa situazione attraverso Followerwonk per Twitter oppure SEMRush. Non sono di certo strumenti per capire l’azione dei competitors così da copiarla pari. Anzi. La visione globale dell’ambiente in cui ti muovi deve farti aprire gli occhi ed essere più lungimirante dei tuoi concorrenti così da compiere in anticipo le giuste mosse per aumentare visite e vendite.

Come fare un piano editoriale per il tuo blog: modi per attirare e vendere di più

Chiarito che è fondamentale far giungere utenti profilati sul tuo sito/blog offrendo loro contenuti di qualità per generare nuove vendite hai bisogno della creazione di una landing page, una pagina che si propone di realizzare conversioni.

Da questa pagina dovrai fare in modo di ottenere un contatto con l’utente attraverso l’ottimizzazione di alcuni passaggi. Ottenuto il contatto puoi decidere se vendere direttamente oppure generare un lead da nutrire con un workflow di mail.

Non escludere, però, la possibilità di attuare alcuni obiettivi indiretti attraverso il tuo blog. È il caso di link earning, brand protection, brand awareness e customer care.

Un blog vincente che porta il tuo nome ti consente di essere conosciuto dagli utenti per ottenere link in ingresso oppure iscrizioni alla newsletter. Altro ottimo modo per convertire l’utente in cliente.

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Come fare un piano editoriale per il tuo blog conoscendo il target di riferimento

Ci sono mille modi per raccontare qualcosa, mille linguaggi, mille circostanze. Il linguaggio cambia sempre in funzione del pubblico che si ha davanti. Così è anche per il web.

Hai bisogno di chiarire il tuo target di riferimento altrimenti ogni sforzo editoriale e progettuale sarà reso vano da una dissipazione delle tue forze che, invece, se ben orientate al pubblico giusto aumenteranno la probabilità di convertire utenti in clienti.

Un piano editoriale efficace tiene conto anzitutto di questo aspetto fondamentale. La scelta dell’argomento giusto deve passare inevitabilmente per la identificazione del lettore-tipo che si vuole intercettare.

Tra i modi migliori per comprendere l’identità del tuo target di riferimento c’è certamente quella di indagare le ricerche interne del tuo blog. Nel tuo blog le persone possono lasciare i loro quesiti che, molto spesso, sono collegati al tipo di bisogno che hanno. Bene, questi dati sono di fondamentale importanza per orientare la tua strategia di piano editoriale producendo dei contenuti corrispondenti a quanto è stato cercato nel tuo blog.

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Come fare un piano editoriale per il tuo blog utilizzando un calendario editoriale per le pubblicazioni

Chiariamo subito che il piano ed il calendario editoriale, sebbene spesso confusi, sono in realtà due strumenti assolutamente distinti.

Il piano editoriale è il lavoro di pianificazione strategica dei contenuti, in riferimento agli obiettivi progettuali prefissati.

Il calendario, va da sé, è uno strumento esclusivo per mantenere il polso della situazione. Ed anche il ritmo, direi. Con una pianificazione ben calendarizzata puoi mantenere sempre viva l’attenzione dei tuoi utenti pubblicando i contenuti adatti in lassi di tempo a giusta distanza.

In questo caso hai bisogno di un foglio di calcolo, un file su Google drive così da condividerlo anche, oppure Google Calendar. Ecco alcuni elementi indispensabili:

  • Titolo articolo
  • Data di pubblicazione
  • Nome del o degli autori
  • Tag e categoria
  • Sottoparagrafi
  • Fonti
  • Data di consegna

In sintesi, devi organizzare le pubblicazioni del tuo blog aziendale in modo tale da intercettare l’esigenza informativa del tuo utente target con un contenuto di qualità che soddisfi e risolva un problema. Una volta fatto questo, devi fare in modo che l’utente sia condotto con una CTA (call-to-action) verso una pagina di conversione, in cui dovrà essere disposto a darti un contatto e-mail in cambio di un contenuto gratuito, come ad esempio un ebook.

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Attenzione: Un contenuto scritto e previsto nel piano editoriale potrebbe essere soggetto a cambiamenti. L’importante è, nell’imminenza della pubblicazione, essere attenti a rivedere i contenuti scritti e, se è il caso, cambiarli.

La pubblicazione è uno strumento in grado di attirare utenti. È per questa ragione che la costituzione del piano editoriale deve tenere conto della fluidità attraverso la quale i cambiamenti avvengono nel mondo del web. Ora che hai capito cosa è un piano editoriale elaboralo per attuare la strategia vincente. Ricorda la fluidità. Una strategia così costituita è il primo passo per aumentare il tuo fatturato lasciando indietro i tuoi principali competitors.

Come analizzare il tuo sito web

Il tuo sito internet è online già da un po’ di tempo ed hai ben compreso l’importanza della SEO per l’ottimizzazione ed il posizionamento. In realtà già hai cominciato ad agire con qualche piccolo accorgimento ma non sai come analizzare il tuo sito web per capire se hai intrapreso la direzione giusta.

Andare nella direzione corretta significa collocarsi tra i primi posti nei motori di ricerca ed esaudire le intenzioni di ricerca degli utenti.

È inevitabile ed è un’operazione assolutamente fattibile e nelle tue possibilità.

Come analizzare il tuo sito web per capirne i progressi?

Ecco alcune piattaforme che potranno esserti d’aiuto.

Come analizzare il tuo sito web con SEMRush

Questo tool è tra i migliori in circolazione. È online a pagamento e fornisce la possibilità di analisi completa del tuo sito web: consente di capire come un sito è indicizzato e secondo quali parole chiave, a che punto è la SEO e di che traffico gode il sito.

In realtà questa piattaforma prevede un utilizzo gratuito solo per 10 operazioni giornaliere, sempre previa registrazione tramite la creazione di un account dedicato.

Clicca sulla scheda di registrazione, indica mail e una password, poi dichiara di non essere un robot e accetta le condizioni d’uso, l’informativa sulla privacy e, se preferisci, spunta anche la possibilità di ricever news e aggiornamenti da SEMRush.

Per portare a buon fine la registrazione devi premere sul pulsante Crea il mio account ed indicare l’area di interesse oppure clicca su Salta per ritrovarti nella Dashboard.

A questo punto inizia con l’analisi del tuo sito!

Prendi la URL e inseriscila in alto dove c’è scritto Inserisci dominio, keyword o… e clicca su Cerca.

SEMRush procederà alla analisi del sito anche secondo il numero di Backlinks, di keyword di ricerca organica e principali competitor.

Come analizzare il tuo sito web con SEOZoom

Una valida alternativa a SEMRush è proprio SEOZoom. Altra importante piattaforma che consente un’analisi professionale e completa del sito internet che si vuole ispezionare.

Anche in questo caso avremo un numero limitato di analisi disponibili giorno per giorno, senza registrazione e senza pagare nulla. Cominciamo subito a capire come funziona. Vai sulla pagina principale di SEOZoom e copia l’URL del sito internet da analizzare nel campo di testo centrale e poi clicca su analizza. Quando il tool ha completato l’analisi, leggerai sulla Dashboard principale i grafici di analisi Andamento sito con i relativi volumi di traffico con rispettive parole chiave per posizionamento.

Ampio spazio anche per la voce Distribuzione keyword e Keyword migliori, dedicate alle keyword per le quali il sito in analisi si è posizionato. In alto, nella barra dei menu, puoi anche visionare le voci Backlinks oppure Competitor organici. In ogni caso per comprendere il funzionamento di SEOZoom puoi cliccare su Help della barra laterale e leggere la Guida in linea per la spiegazione di tutti gli strumenti di analisi SEO disponibili.

Meglio SEMRush o Seozoom?

Sgombriamo subito il campo dai dubbi: entrambi i tool hanno delle funzionalità eccezionali per l’analisi on-site dei tuoi progetti.

Se vuoi capire come analizzare il tuo sito web per competere nel mercato italiano, ti consigliamo di utilizzare Seozoom: il suo database ha registrato ed analizzato più keyword e fornisce degli utili strumenti editoriali.

Se invece vuoi capire come analizzare il tuo sito web per competere sui mercati esteri, indubbiamente SEMRush è la scelta che fa per te, perché possiede database divisi per nazione a differenza di Seozoom.

Ultimi aggiornamenti della piattaforma creata da Ivano Di Biasi, sembrano andare nella direzione di un allargamento ed espansione del database delle keyword anche ai mercati esteri e come primo update recente, è stata inserita una funzionalità per il mercato UK.

Come analizzare il tuo sito web con Google Analytics

Tra i tool totalmente gratuiti per l’analisi di un sito internet c’è Google Analytics: potrai monitorare il traffico del tuo sito web con statistiche dedicate ed è l’unico tool in grado di restituire dati effettivi e reali e non stime (come i precedenti).

Google Analytics serve a registrare le hit del tuo sito web ma non può aiutarti a capire le metriche dei tuoi competitor: viene installato inserendo un codice di monitoraggio nel tuo sito web e i dati che offre riguardano solo la tua proprietà.

Inoltre questo strumento di Google può anche essere integrato con Google Ads così da visualizzare le conversioni che avvengono tramite campagne promozionali.

L’installazione di Google Analytics è veramente molto semplice, ma il suo utilizzo a livello professionale necessita di approfondimenti e magari corsi verticali sull’argomento.

Basta avere un account Google per installare Analytics: registrati e inserisci l’indirizzo del tuo sito web in Amministrazione, in modo da ottenere il codice di monitoraggio da inserire nel tuo sito.

Una volta compiuti questi passaggi fondamentali è opportuno collegarsi alla pagina iniziale di Analytics accedendo mediante l’account Google.

Poi, seleziona il sito web proprietario cliccando prima sul suo nominativo e poi sulla dicitura Tutti i dati del sito Web.

Come trovare le parole chiave per la tua SEO vincente

Se vuoi capire come trovare le parole chiave per posizionare nel modo giusto il tuo sito web sui motori di ricerca, è inevitabile che tu compia come primo passo la cosiddetta Keywords Research.

Per intercettare le esigenze degli utenti e le loro intenzioni di ricerca rispetto ad una precisa richiesta devi capire come trovare le parole chiave.

Affinché sul tuo sito finisca un pubblico altamente profilato, perfettamente in target, con una probabilità maggiore che possa diventare un potenziale cliente non devi far atterrare sul tuo sito utenti “disinteressati” a ciò che proponi.

Trovare le giuste parole chiave per la SEO. Ecco cosa devi fare. E sono pronto a spiegartelo.

Capire cos’è una keyword è il primo passo per capire come trovare le parole chiave 

Le famose keywords per la SEO rappresentano le ricerche che gli utenti compiono sui motori di ricerca in riferimento ad una specifica esigenza.

Lo hai fatto anche tu moltissime volte, ne sono certo. Ed il tipo di ricerca si articola in funzione della lunghezza dei termini utilizzati: un termine solo è detto keyword secca o short-tail; due o più termini, middle-tail; tre o più termini con intenzioni specifiche, long-tail.

Il concetto di query e keywords spesso si sovrappone: sappi che questa non è un’operazione concettuale sbagliata.

Le query sono un insieme di termini, domande, frasi per una intenzione di ricerca.

Le query si suddividono in

  • transazionali
  • informazionali
  • navigazionali

Come trovare le parole chiave passa per l’analisi del tuo core business

L’analisi del tuo sito è fondamentale.

Qual è il tuo core business?

Una volta che hai chiarito questo è necessario anche identificare la tipologia di cliente che vuoi raggiungere secondo i prodotti e servizi che si propongono.

Ora comincia a metterti nei panni del tuo cliente ideale e poniti le domande che egli stesso si farebbe per trovare il prodotto o servizio che tu vendi.

Poi scrivi queste domande su un motore di ricerca e vedi quante altre domande correlate esistono così da avere un chiaro quadro.

Come trovare le parole chiave con i  migliori tool 

Quando l’identificazione delle giuste parole chiave è terminata allora sei pronto per analizzare questi termini inserendoli in alcuni tool che ti restituiscono una chiara immagine del volume di ricerca secondo una media mensile.

Puoi scegliere tra:

  • Semrush
  • Seozoom
  • Ubersuggest
  • Google Keywordplanner
  • Keywordtool.io

 

Se invece vuoi allargare il campo semantico:

  • Answer the public
  • SEO hero

I numeri per la SEO sono molto importanti. Questi set di strumenti di ricerca per keywords che ti ho segnalato indicano il numero medio di ricerche mensili che proviene in riferimento ai dati relativi agli annunci a pagamento di Google AdWords. Utilizzare due o più strumenti è l’ideale per intersecare varie esigenze di ricerca, soprattutto se necessiti di un tool gratuito.

Come trovare le parole chiave con UberSuggest

UberSuggest è un ottimo tool SEO online gratuito dal quale puoi verificare le query e le parole chiave di Google correlate al termine di ricerca che vuoi indagare.

Se ad esempio la tua attività vende tulipani, puoi scrivere su UberSuggest questa parola: capirai bene che è un termine fortemente generico, ti verranno restituite delle macro categorie troppo ampie e forse non utili.

Potresti a questo punto trasformare la tua query da short-tail (parola secca) a middle-tail (composta almeno da due termini), in modo tale da avvicinarti di più al tuo pubblico potenziale. Puoi scegliere termini tipo: tulipani prezzi, tulipani più belli, tulipani cura.

I risultati che vedrai individuando le middle e long-tail ti consentono di capire quali ricerche vengono effettuate dagli utenti e utilizzare quelle più congeniali al tuo business.

Come trovare le parole chiave dividendolo per intenzioni di ricerca

Le parole chiave che si riferiscono ad una singola tematica o ambito sono veramente tante. Comprendere il loro volume così da inserirle nel tuo piano SEO è certamente un buon modo per cominciare ad indicizzare nel modo migliore il tuo sito.

Quelle che hai raccolto devi organizzarle per intenzioni di ricerca e potresti farlo suddividendole su un foglio excel diviso in tre colonne tra: transazionali, navigazionali e informazionali.

Ora ti spiego la differenza.

Per Transazionali sono intesi tutti quei termini di ricerca che includono parole tipo:

  • vendita
  • online
  • prezzi
  • costo

Sono intenzioni di acquisto, generalmente.

Quando invece digiti oppure leggi “come…” oppure “cosa…” allora sei dinanzi ad una query informazionale che cerca di spiegare il perché di un determinato ambito. L’intenzione di ricerca dell’utente è appunto informazionale: vuole sapere di più su di un argomento.

Quando invece si conosce un servizio, un prodotto oppure un noto brand allora, in quel caso, l’intenzione di ricerca è detta navigazionale.

Capire come trovare le parole chiave è fondamentale anche per suddividere in modo coerente il tuo sito web.

I tulipani sono di diversi colori. Se tra i più richiesti al mondo sono quelli gialli e rossi allora, ad esempio, potresti creare due categorie “tulipani gialli” e “tulipani rossi”.

Individuare le keywords giuste significa anche utilizzarle nelle pagine categoria, prodotto, nel title, nella meta description, negli header tag, ecc.

Come trovare le parole chiave per aprire un blog d’informazione

Aprire un blog ricco di articoli informativi è una delle strade migliori per lavorare secondo due aspetti importanti: il primo è certamente nutrire i propri utenti di informazioni in grado di soddisfare i propri bisogni e necessità (ma anche curiosità, cose simpatiche e molto altro).

Inoltre, attraverso gli articoli del blog puoi attuare una strategia SEO che, anche grazie ad una link building interna, può far crescere il tuo sito nei motori di ricerca.

Ora, però, si pone una questione strategica: quali argomenti affrontare nel blog?

Anche a questo c’è una soluzione. AnswerThePublic è un software che contiene tutte le domande cercate dagli utenti su Google. Così facendo potrai individuare facilmente gli argomenti di cui scrivere.

Come trovare le parole chiave secondo il principio di co-occorrenze e entità latenti

Per co-occorrenze s’intende un termine specifico che è associato ad una parola chiave. SEO Hero è un software che consente di individuare questi termini, come una sorta di vocabolario, per le keywords in questione.

Le entità latenti, invece, sono parole nascoste, non esplicitamente espresse nel testo di riferimento ma inerenti alla ricerca trattata.

Per esempio:

Ecco tutto quanto avevo da dirti su come trovare le parole chiave.

Bada bene, però. Non è semplice questione di un utilizzo spasmodico delle keywords individuate. È necessario, invece, produrre contenuti di qualità. Questo è il primo passo per mettere in campo una strategia in grado di far crescere il tuo sito web nell’ottica del posizionamento.

5 strategie di link building per campagne efficaci

Tra le tecniche off page di Inbound Marketing, la costruzione di un significativo ed accurato numero di link in entrata verso le proprie pagine web gioca un ruolo chiave sull’autorità del sito e quindi attuare strategie di link building efficaci determinerà un posizionamento migliore sui motori di ricerca.

Tuttavia nonostante la sua importanza strategica, molti si approcciano a questa attività in modo azzardato e disorganizzato, non tenendo conto dei rischi che si corrono per una campagna sbagliata.

Se hai deciso anche tu di giocare alla roulette russa con il link building, corriamo subito in tuo aiuto con le cinque strategie di link building per creare campagne efficaci.

#1 Pianifica le strategie di link building

Vuoi preparare per la prima volta la tua adorata cheesecake alle fragole. Cosa fai? Innanzitutto scelto il dolce e procurati gli ingredienti, segui passo passo la ricetta, dosando bene le quantità e impostando il giusto tempo di cottura.

Nella nostra strategia di link building, la cheesecake è il nostro obiettivo e il piano editoriale è la ricetta da seguire.

Pianificare una strategia non è un lusso, ma una necessità che permetterà di tracciare i risultati ottenuti e organizzare il lavoro in attività ben definite. Più la pianificazione è dettagliata più il risultato è massimizzato. All’inizio impiegherai tempo per realizzarlo, ma vedrai che i risultati non tarderanno ad arrivare.

#2 Focalizzati su una nicchia

Invece di valutare tutti i siti generici del settore di riferimento, focalizzati su una nicchia di siti web rilevanti e sviluppa contenuti dettagliati ed esaustivi, che la tua nicchia a sua volta condividerà con i contatti della propria rete.

Ad esempio, il tuo cliente è una casa editrice di romanzi rosa, manga e manualistica? Invece di puntare a strategie di link building che coprano tutti i generi, focalizzati magari sui manga e in particolare sui manga di genere storico, individuando quei siti rilevanti sull’argomento. Il risultato ottenuto potrebbe eccedere perfino il target a cui ti rivolgi.

#3 Segui un flusso di lavoro

Una volta pianificate la strategia e le attività, bisogna seguirle in modo sequenziale e senza saltare i passaggi secondo il piano editoriale.

Vi ricordate la cheesecake? Non possiamo mettere la crema se prima non abbiamo preparato la base di biscotti. Saltando da un’attività all’altra infatti rischiamo di perdere efficienza e rendiamo difficile tracciare i risultati.

Ovviamente nel flusso di lavoro si potrebbero presentare ostacoli che spingono a tornare su attività svolte precedentemente, consigliamo in questo caso di ripristinare l’ordine successivamente .

Ricorda inoltre che mantenere un flusso di lavoro sequenziale e con attività ben definite, permetterà di dividere i compiti tra le risorse e impiegarne di nuove in modo più veloce e organizzato.

#4 Documenta le tue campagne

Documentare le attività nelle campagne le renderà facilmente accessibili da tutto il team e ti aiuterà successivamente a recuperare i risultati e replicare azioni di successo già intraprese (o cheesecake).

Esistono molti strumenti di coworking nel web che possono aiutarti: software di project management come Wrike, o free come Google Calendar per iniziare; CRM come Hubspot per gestire la relazione con i contatti, ad esempio categorizzarli e assegnarli a campagne specifiche, e infine l’estensione di Gmail Boomerang utile per impostare reminder a tutto il team su attività da svolgere. Non per tutti i team questi sono gli strumenti più adatti, ma il consiglio è di cercare soluzioni digitali per aumentare l’efficienza del lavoro.

#5 Entra nel network dei tuoi contatti

Sei invitato ad una festa di compleanno (dove porti l’agognata cheesecake) e conosci solo l’invitato. Perché non farsi presentare i suoi amici? Siamo sicuri che le campagne di link building ne trarranno vantaggio!

Una volta instaurata una rete di contatti cerca di entrare nel loro network anche facendoti presentare semplicemente via email. Se poi il contatto ti deve un favore il gioco è fatto! In questo modo guadagnerai link più velocemente, saltando la parte iniziale di raccolta informazioni e presentazioni.

Dopo essere entrato nel network del nuovo contatto, puoi fare la stessa cosa con un altro contatto e così all’infinito, o almeno finché non avrai fatto una buona scorpacciata di link.

Sei arrivato fino alla fine non saltando nessun passaggio? Puoi allora finalmente gustarti la tua deliziosa cheesecake alle fragole!

Fonte: https://www.ninjamarketing.it/2017/09/19/strategie-di-link-building/

Offerte personalizzate grazie al Programmatic Advertising

Il Digital rappresenta una rivoluzione in ogni settore di business, ma in Italia l’utente medio che intende richiedere un prestito personale o finalizzato a un acquisto, ha una certa ritrosia al self-fulfilment e preferisce avere un incontro fisico con un consulente che lo possa indirizzare e consigliare in merito alla soluzione più adatta alla propria situazione.

Per questo, lo sviluppo di mercato dei servizi digitali a supporto dei prestiti cresce molto meno rispetto al mercato dell’e-commerce al quale potrebbe sembrare logicamente correlato. L’altro elemento di scollamento è dato dai tempi di istruttoria dei finanziamenti, che non possono fisiologicamente seguire l’immediatezza del commercio elettronico. La dinamicità dei prezzi tipica delle piattaforme di e-commerce mal si concilia oggi con i tempi di analisi e risposta delle pratiche di finanziamento. La seconda rivoluzione digitale ha permesso di arrivare a istituire un servizio paperless; quello che manca ancora è la trasformazione culturale dell’utente che si blocca ancora in passaggi di base molto semplici, come ad esempio effettuare un upload di un documento online.

Luigi Pacedirettore centrale marketing e customer management di Compass Banca ci ha risposto in merito alle strategie di promozione e vendita tramite internet di quattro classi prodotti: prestiti, carte di credito, conti di pagamento e assicurazioni. Inoltre ci ha illustrato la centralità del CRM a iniziare dal comportamento online e dai canali di acquisizione, per finire con i prodotti verso i quali il cliente ha manifestato interesse online o nei punti di contatto fisici. Lo strumento di analisi che abbiamo usato per fare una panoramica della situazione aziendale è la metodologia Digital Building Blocks.

Digital analytics – Il focus sulla raccolta dei dati e sulle modalità di fruizione per il team di marketing che realizza campagne è il substrato su cui si costruisce tutta la strategia digital. I dati comportamentali del cliente sono l’elemento su cui si costruiscono i cluster di contatto. Grazie a questi si possono fare poi campagne di marketing mirate, personalizzando l’offerta di prodotti e servizi quando l’utente accede nella propria area riservata. Il CRM è il centro-stella dell’architettura: nel suo database si raccolgono tutti i dati (anagrafica+comportamento) del singolo utente/cliente. Tali dati sono poi quelli che si incrociano con la Data Management Platform (DMP) del centro media per poter strutturare le attività di programmatic advertising, e con proposte differenziate in funzione del singolo utente, lato investimenti o credito, mostrate tramite display advertising, principalmente nel network di DoubleClick (Google).

Inbound marketing – In un contesto di mercato in cui il cliente è poco avvezzo a operare in autonomia, l’attività educational riveste un ruolo strategico. Compass Banca ha strutturato una serie di contenuti informativi per rendere l’utente consapevole. Tale attività di content marketing contribuisce ad attrarre gli utenti sulle property web e social della banca e a “nutrire” la relazione con il prospect/cliente.

Attualmente, non si effettua attività di marketing automation one-to-one bensì si estrae in automatico un batch giornaliero di dati dal CRM perché il team di marketing possa effettuare le sue attività su cluster di utenti. Particolare attenzione naturalmente è riservata alla fase di Conversion che si cerca di effettuare sempre presso una filiale della banca, vista l’importanza della relazione con un consulente e i drop che si sono notati negli esperimenti fatti utilizzando funnel di conversione solo online.

Lead generation e processi di vendita – L’attività di lead generation è il focus della strategia di marketing online. Sia le campagne web sia quelle mobile convogliano l’utente verso lo store locator che indirizza l’utente nella filiale più vicina a lui. L’attività di lead nurturing viene effettuata su cluster di utenti e con focus sull’ultima fase del funnel per proporre direttamente prodotti/servizi. In questo momento, non viene effettuata una attività di lead scoring per focalizzare attività one-to-one sul singolo soggetto in funzione del livello di interesse, ma questa è una strada che a tendere verrà percorsa.

E-commerce – Ognuno dei prodotti/servizi della banca può essere acquistato online autonomamente e in modalità paperless (firma digitale) dai clienti. I soggetti web addicted che effettuano tutto in autonomia sono ancora molto pochi percentualmente, ma Luigi Pace ci ha confermato che confida che l’evoluzione tecnologica dei sistemi e la futura semplicità degli stessi condurranno a un incremento delle conversioni direttamente online, senza presenza fisica in filiale, magari con strumenti di customer care evoluti (video chat, etc.) di supporto. Solo la gestione dell’istruttoria e la decisione del merito creditizio potranno essere effettuati non in real-time, ma in prospettiva evoluti sistemi di valutazione potrebbero semplificare la fase decisionale da parte della banca.

User experience – Il tema della user experience è centrale per Compass Banca perché è su questa variabile che si gioca la Conversion, al punto tale che oggi si preferisce sacrificare il canale online a vantaggio di quello fisico. In futuro gli attuali limiti oggettivi per una soddisfacente user experience verranno sicuramente superati, complice anche un percorso di education dei clienti, aumentando le pratiche digitali totalmente end-to end.

Iperpersonalizzazione – I dati condivisi permetterebbero una personalizzazione spinta delle offerte e dei servizi, ma il clienti potenziali non sono talvolta ancora pronti a gestire in autonomia le proprie scelte finanziarie. La personalizzazione del servizio è lasciata oggi ai consulenti in filiale che riescono a consigliare il prospect sul giusto livello di debito a lui accessibile in funzione dello stipendio e delle proprie esigenze. Al momento, l’unica iperpersonalizzazione si ha quando il singolo utente accede alla propria area riservata dove gli vengono proposti prodotti/servizi in funzione del suo comportamento online e offline (in filiale).

Fonte: https://www.datamanager.it/2017/09/offerte-personalizzate-grazie-al-programmatic-advertising/