Come ottimizzare un sito WordPress per mobile. Tutti gli errori che non devi commettere

La navigazione da devices mobili è sempre più in crescita e questi dati esponenziali ci mettono dinanzi ad una scelta inevitabile: il sito WordPress deve necessariamente essere ottimizzato e responsive. Ecco alcuni passaggi fondamentali.

Un sito autorevole, professionale ed accattivante è il miglior biglietto da visita per chi vuole farsi pubblicità nel mondo del web. Certo, così come abbiamo cercato di spiegarvi anche in altre occasioni, avere un sito non basta.

Nel caso di una azienda che si affaccia al web una scheda My Business di Google ben ottimizzata è il miglior modo per farsi notare dagli utenti.

La presenza degli smartphone e tablet è aumentata in maniera esponenziale. Tutti ne possiedono almeno uno e la facilità di trovare informazioni, contatti e molto altro sul web è incredibile. E le ricerche da dispositivo mobile hanno sorpassato quelle da desktop tradizionale.

Hai mai visto un sito dai contenuti, sovrapposti, dove si legge una sola riga, caratteri illeggibili, magari bisogna scorrere verso destra per continuare a leggere il resto del sito. Ecco, questo è un sito non ottimizzato. E se il tuo sito possiede queste caratteristiche allora è giunto il momento di compiere alcuni passi per renderlo responsive da dispositivi mobili.

Responsive, in italiano, significa reattivo. Un sito così elaborato consente di reagire adattandosi al tipo di dispositivo dal quale è aperto.

Adattamento alla larghezza dello schermo, elementi essenziali e grafici così da consentire una navigazione ottima. Ogni strategia di local marketing passa attraverso un sito ben ottimizzato.

Adatta la larghezza dei tuoi contenuti

Una sola parola d’ordine: layout fluido.

Sai cosa significa?

Che la tua visualizzazione è comoda e agevole. Ti faccio un esempio: se hai dei contenuti che sul PC vengono visualizzati in maniera orizzontale, da mobile certamente li vedrai incolonnati in maniera verticale.

Così come il testo che ritorna a capo quando raggiunge il margine destro del dispositivo senza che il tuo dito debba scorrere per metri e metri verso destra. Occhio alla completezza dei contenuti. La visualizzazione da mobile e da PC deve, in termini di contenuti, essere praticamente uguale. Non trasformare mai i contenuti da una versione all’altra.

Grafica accattivante ed essenziale

L’agevolezza della navigazione sui dispositivi mobili è importantissima per i tanti che vogliono ottenere informazioni necessarie da devices diversi.

La grafica per la versione smartphone e tablet deve essere essenziale.

Pochi elementi, pochi effetti grafici e Javascript che potrebbero solamente rallentare il tuo sito a discapito dell’utente che vuole fare in fretta e che è pronto a chiuderlo per dirigersi verso un altro sito.

Per PC e grandi schermi puoi sbizzarrirti nella maniera migliore perché la risoluzione te lo consente. Occhio sempre alla facilità della navigazione. I link nel footer insieme a tutti gli altri elementi in esso contenuti devono essere immediati e semplici così da non stancare mai l’utente che naviga.

Hai bisogno di un tema responsive

Quando stai per creare ex novo un sito in WordPress la prima operazione da compiere è quella di scegliere un tema che sia responsive. Questo tipo di scelta consente di acquistare un tema WordPress che possiede già tutte le caratteristiche che ho cercato di illustrarti. Con la demo iniziale è possibile “provare” il sito e su Themeforest puoi trovarne veramente tantissimi!

Fino ad ora ho provato a spiegarti l’importanza di una corretta visualizzazione da devices.

Come fare per “simulare” con un tema responsive in prova una visualizzazione da smartphone o tablet?

Apri Google Chrome da pc e naviga sul sito in questione. Poi tasto destro del mouse e clicca su Ispeziona. A quel punto clicca sull’icona Toggle device toolbar. Ecco una simulazione su diversi vari dispositivi selezionabili da un elenco.

Come creare un sito WordPress per mobile da un sito non responsive

Operazione numero uno. Se possiedi già un sito web è importante verificare se il tuo sito è responsive oppure no. La visualizzazione da smartphone di sicuro comincerà a darti una impronta importante.

Per sapere specificamente se è ottimizzato per i dispositivi mobili allora puoi utilizzare il tool di Google Mobile-Friendly Test.

Alla fine questo tool genererà un report dettagliato con tutti gli elementi che non vanno nel tuo sito non responsive. I casi che si possono aprire sono due se il tuo sito non è responsive: o rifarlo di punto in bianco oppure adottare una serie di tecniche per renderlo responsive.

Come creare un sito WordPress per mobile cambiando il tema

Se la tua scelta è installare un nuovo tema totalmente responsive allora è opportuno che tu stia attento alle funzioni ed alle caratteristiche degli elementi che già hai in uso.

Potrebbero verificarsi delle incompatibilità. È veramente importante la verifica di tutti i plugin e la loro compatibilità col nuovo tema.

Occhio anche a shortcode e widget che certamente non funzioneranno col nuovo template.

Come creare un sito WordPress per mobile e renderlo responsive con un plugin

Se vuoi rendere responsive delle pagine che di fatto non lo sono puoi farlo con dei plugin a tua disposizione. Un template non responsive può non essere sostituito attraverso questo processo di ottimizzazione “locale”.

In questo modo il tuo problema è risolto in poche mosse.

Ti consigliamo WPtouch che realizza una visione mobile del sito senza impattare in maniera negativa sulla SEO o, addirittura Local SEO.

Se poi scarichi una versione Pro puoi usare anche dei temi messi a disposizione e, soprattutto, puoi usare un editor visuale in grado di aiutarti senza che tu possegga delle conoscenze approfondite in merito.

Quando poi il problema è relegato solo ad alcune elementi del sito come le immagini allora puoi scaricare Responsive Lightbox & Gallery, un plugin che corregge la visualizzazione delle immagini o video da devices mobili e rendendolo responsive.

Non dimenticare mai di dare massima priorità al tuo menu ottimizzato per smartphone e tablet. È solo così che potrai considerare un sito responsive. Puoi farlo utilizzando il plugin Responsive Menu con la possibilità di crearne di nuovi adatti ai devices.

Per concludere

Poche e semplici regole da seguire per creare un sito WordPress per mobile, elemento fondamentale per il biglietto da visita più importante della tua azienda. Le competenze tecniche sono importanti così come sono possibili i tuoi accorgimenti in grado di poter realizzare un prodotto adatto alle esigenze tue e dei clienti. Costruisci il tuo sito responsive, mi raccomando. Noi siamo qui, pronti ad aiutarti quando ne hai bisogno!

Giovani e divertimento: le ore al tempo dei social

Che le nuove generazioni, oggi, siano social al 100% è un dato di fatto. Smartphone, tablet e pc sono parte integrante della vita di ragazzi e giovani (finanche dei bambini) e gli effetti nella vita sociale, talvolta, sono evidenti. Il cambiamento tra le generazioni di fine secolo e quelle del nuovo millennio è stato importante. Ai libri si sono sostituiti gli e-book, alle lettere gli sms, alle parole i WhatsApp. Non si vuole sottolineare o rimarcare (nemmeno minimamente) quel luogo comune che dice “stavamo meglio quando stavamo peggio”. Anzi, al contrario. Le nuove tecnologie hanno favorito ed alimentato la diffusione globale dei mezzi di comunicazione costituendo una interconnessione mondiale veloce ed immediata. Si pensi alla messaggistica ed a quanto essa sia riuscita a penetrare nella nostra vita così da connetterci istantaneamente ad un utente che si trova dall’altra parte del mondo. Non vogliamo esprimere un giudizio sulla qualità delle relazioni, conseguentemente alla graduale ma dirompente introduzione dei social network e degli strumenti di messaggistica istantanea. Dobbiamo, però, sottolineare il grande cambiamento che questi strumenti hanno comportato nella nostra vita. Pensiamo alla presenza degli smartphone a tavola. Molto spesso i giovani trasformano anche la cena con la propria famiglia in un’occasione per chattare. Sbagliato o meno che sia è un segno dei giorni nostri. Le recenti statistiche ci danno un chiaro quadro del tempo libero trascorso dai giovani. Secondo i dati Giovani.Istat relativi agli aspetti della vita quotidiana, su un campione di 100 persone di età compresa tra i 15 ed i 34 anni, il 90% dei giovani utilizza internet con delle impennate sull’uso quotidiano, rispetto a quello settimanale e mensile. I dati ci dicono che soprattutto la fascia d’età 15 – 25 utilizza maggiormente il web. Tutte le altre attività sono in netto calo, così come la lettura dei libri, solamente il 41,6% dei giovani intervistati ha letto un libro negli ultimi 12 mesi; il 38,8% legge un quotidiano con una frequenza settimanale nell’ultimo anno. Pollice verso il basso anche per la partecipazione ad eventi culturali, spettacoli teatrali, sportivi o comunque formativi. Più della metà dei giovani intervistati con una età compresa tra i 17 ed i 18 anni (il 69%) preferisce la discoteca come occasione di aggregazione.

Giovani egoisti, giovani effimeri, giovani altruisti

Non lasciamoci fuorviare da questo titolo. E non vogliamo circoscrivere la categoria giovani a queste tre tipologie di possibile declinazione. Secondo una ricerca condotta in Sicilia qualche mese fa, su un campione di 150 giovani intervistati, l’orientamento si dirige verso tre tipi di attività: personali, ricreative, altruistiche. Il 50% dei giovani preferisce, tra le tre opzioni di scelta, l’acquisizione di specifiche competenze a livello personale per il raggiungimento di ambizioni di vita. Molti si dedicano a corsi di lingue oppure allo sport. Queste due attività allenano mente e corpo riducendo lo stress e la tensione accumulata. Il 33% dei giovani, al secondo posto, ha risposto scegliendo le attività ricreative. Tra esse l’uscita con gli amici e gli aperitivi. C’è chi, nonostante l’avvento dei social e del web, preferisce uscire e trascorrere del tempo chiacchierando fuori casa. Solamente poco più di 20 ragazzi sui 150 intervistati si dedicano ad attività di volontariato da dedicare agli altri. Certo, il fatto che abbia vinto la prima risposta (attività da dedicare a sé stessi) non è del tutto un male. Oltre i social network ed il tempo trascorso sul web c’è molto altro. Ed il fatto che i giovani scelgano di puntare sulla propria vita per perseguire ambizione e benessere è un dato che ci aiuta a comprendere che un futuro migliore è possibile. Almeno possiamo cominciare ad immaginarlo.

Fare comunicazione, il consiglio di MDL Global

Nell’era dei social comunicare è diventato un vero e proprio gioco da ragazzi. Continuamente connessi e pronti a scrivere all’amico di turno, fosse anche notte fonda. Facebook resta uno dei social più cliccati anche se Instagram sta spopolando abbracciando un target di riferimento particolare. Ai più giovani, amanti delle foto e dei selfie, ecco uno spazio per comunicarsi a suon di immagini, di stories e di contenuti in evidenza. Per gli amanti della diretta c’è anche questa grandiosa opzione che consente di riprendere e trasmettere dei contenuti video live. Il consiglio di MDL Global è quello di seguire sempre la vostra strada, di guardare avanti senza mai troppo omologarvi alla massa. Social sì, ma con personalità. Postate contenuti di valore, immagini che possano valorizzare la vostra persona e ciò che fate. Non scadete mai nei luoghi comuni e sarete seguiti veramente. I like arriveranno solamente se riuscirete a postare contenuti interessanti. Certo, molti interagiscono sui social senza un fine ben specificato, forse con superficialità. Bene, voi evitate tutto questo e fatelo con coscienza. I social sono una piazza pubblica e, per questo, bisogna sapersi comportare. Comunicate bene, esprimetevi bene. Solo così otterrete una comunicazione di successo.

E-Commerce, ecco come diventare il numero uno

Numeri in crescita, vertiginosamente. I dati confermano la tendenza a comprare e preferire gli acquisti su piattaforme online. È comodo, facile ed immediato. Lo shopping sugli e-commerce offre un nuovo modo di fare spesa: comodamente da casa, sostituendo quello che una volta era lo shopping tradizionale (decisamente impegnativo e faticoso!) con un semplice click da smartphone. Le previsioni ci dicono che i numeri relativi all’acquisto online dovrebbero raddoppiare nell’arco dei prossimi tre anni. Le vendite al dettaglio su e-commerce hanno superato i 2,3 miliardi di dollari in tutto il mondo l’anno scorso. Come fare per abbattere la concorrenza? Sebbene il settore sia in forte ascesa, il numero di competitors e-commerce è ancora molto alto. E per diventare i numeri uno la strada è certamente complessa ma non impossibile. Uno dei modi più semplici per sfruttare al meglio l’e-commerce, così da diventare competitivi e superare la concorrenza, sembra essere il social commerce, ma qual è la strategia giusta?

E come si innestano i motori di ricerca in questa strategia?

Per aumentare le vendite c’è sicuramente bisogno di essere ben posizionati. E sappiamo anche che l’85% dei consumatori sceglie Google per acquisire informazioni sui prodotti prima dell’effettivo acquisto. Altro dato importante: il 75% dei clic viene effettuato sulla prima pagina che viene proposta tra i risultati di ricerca. In altri termini: se non sei tra i primi (se non il primo!) c’è poca speranza che il tuo e-commerce venga scelto, che le tue vendite vadano a buon fine, che aumenti il tuo fatturato.

Allora cosa fare?

Per posizionarsi bene tra i risultati della ricerca hai bisogno di una strategia SEO in grado di trasformare il tuo sito e-commerce in un risultato eccellente per l’utente che cerca così di generare nuovi lead col traffico organico. Tutto parte dalle parole chiave, le cosiddette keyword. La prima cosa da fare quando organizzi una strategia SEO on-page è focalizzarti su quello che il tuo target cerca in ottica di parole chiave più digitate, ed inserirle all’interno del tuo sito.  Questo elemento è fondamentale agli occhi del motore di ricerca, che sia Google o Bing, affinché riconosca nel tuo contenuto quello che sta cercando esattamente l’utente. Gli step che devi seguire sono due: scegli le migliori parole chiave da inserire nelle tue pagine; fai in modo che i motori di ricerca capiscano che quelle pagine risolvono delle domande degli utenti.

Costruire un buon testo

Il contenuto di una pagina web è uno degli elementi cardine di qualsiasi progetto SEO professionale. Attraverso il testo, Google può verificare la corrispondenza tra gli elementi dell’ottimizzazione e la completezza delle informazioni utili a soddisfare l’intenzione di ricerca.  Il ragionamento è sempre lo stesso: scegliere le parole chiave giuste e organizzare il testo in modo tale che vi siano contenute. Quando costruisci un contenuto, devi pensare all’utilità che può avere per i tuoi utenti, prima che al posizionamento nei motori di ricerca. Sappi che la completezza delle informazioni che offri ai tuoi utenti passa, nella maggior parte dei casi, dalla stesura di copy che superano le 100 parole, ma ovviamente dipende sempre dal caso specifico. Ci sono tante pagine web che sono ben posizionate nonostante non abbiano dei testi corposi.

Il valore dei link

Bene, hai ottimizzato il tuo sito web in chiave SEO, hai compilato i metadati, hai scritto un buon testo e hai anche inviato la struttura del sito a Google, ma tanti altri tuoi competitors lo hanno già fatto. In che modo il tuo sito farà la differenza? L’unico modo che hai per superarli è mettere in pratica una strategia vincente di digital PR attraverso la costruzione di un profilo di backlink. Che valore ha un link? I links aumentano l’autorità e la fiducia dei motori di ricerca nei confronti di una specifica pagina, che a sua volta aumenta il trust di tutto il sito web ed aiutano i motori di ricerca a comprendere quanto rilevante sia un contenuto rispetto ad una specifica intenzione di ricerca analizzando gli anchor-text che collegano le pagine. Uno dei trucchi è saper realizzare un anchor – text, cioè un testo cliccabile nell’articolo che ti rimanda ad un’altra pagina. Di solito al suo interno viene inserita una keyword affinché possa essere di più facile comprensione ai motori di ricerca.

Per intenderci:

“La link building moderna è incentrata sulla qualità di contenuti originali che apportano valore agli utenti e che ne aumentano il coinvolgimento”

Ovviamente questa è la strada più difficile e tortuosa, ma che allo stesso tempo mette al riparo da update di Google che tendono a penalizzare chi costruisce profili backlink artificiali e “spammosi”. Gli elementi che non devi dimenticare sono quindi: alta qualità e contenuti unici. Queste buone abitudini che consentono di essere al riparo da penalizzazioni da parte del motore di ricerca.

Dispositivi mobili, ottimizza il tuo sito

Il 90% delle ricerche su un prodotto e il relativo acquisto oggi avvengono tramite smartphone. E se il tuo sito non è ben ottimizzato per i dispositivi mobili non sarà un risultato principale della ricerca. Ecco qualche dato: secondo Alexa il 48% dei consumatori utilizza i motori di ricerca per dispostivi mobili e l’80% dei migliori siti web e-commerce è ottimizzato per smartphone e tablet. Migliorare ottimizzando questo aspetto ti aiuterà a crescere nelle vendite online.

Come generare nuovi lead

Una buona strategia SEO è in grado di aumentare e massimizzare il tuo sito e-commerce. Tutto questo non farà altro che aumentare le tue vendite ed aumentare il tuo fatturato. E ricorda che un sito semplice, intuitivo ed immediato, con un’architettura semplice ed un design adatto per le pagine, migliorerà il ranking di ricerca e ti aiuterà a convertire quanti più lead possibili. Rendi il tuo sito bello, funzionale e fai in modo che i consumatori quando ricercano un determinato prodotto… scelgano proprio te!

Il futuro del Digital Marketing

Nel futuro prossimo ci si aspetta che i professionisti nel settore del digital marketing prendano il pieno controllo dell’esperienza utente. In particolare, ecco quali tecnologie e canali di comunicazione online modificheranno l’approccio a web marketing e social media marketing.

Internet delle cose

I dispositivi mobili sono un fattore importante per il digital marketing, e attualmente veicolano più della metà del traffico online. L’internet delle cose è in una fase di grande sviluppo, e tra breve conterà nei nuovi asset della comunicazione pubblicitaria online.
Con le tecnologie e la quantità di dati a disposizione delle aziende (big data), la personalizzazione rappresenta uno dei trend più promettenti. Il geo-targeting è soltanto all’inizio e non dovrebbe essere il vostro unico obiettivo.
Sarà necessario lavorare con modelli statistici che valutino quali segnali indicano che i clienti siano interessati ad un certo tipo di prodotto, per poi offrirglielo.

Intelligenza artificiale applicata al Digital Marketing

L’intelligenza artificiale (AI) è un altro argomento di grande interesse. Combinarla con la personalizzazione dei contenuti potrebbe offrire grandi opportunità per lo sviluppo di campagne di digital marketing e brand reputation. Si tratta di un trend nel quale chiunque ne abbia le competenze dovrebbe investire.
Nel futuro prossimo le opportunità maggiori saranno offerte da social media, app e navigazione su dispositivi mobili. Questi canali riflettono le vostre attuali strategie di investimento pubblicitario online? Investire oggi nei canali del futuro è il solo modo per essere sicuri di non rimanere indietro.
Non sempre è facile misurare l’efficacia delle proprie campagne di digital marketing. Ad esempio, non è semplice dimostrare che un aumento delle vendite è il risultato di una nuova campagna pubblicitaria, di un nuovo messaggio sul sito web o di uno sforzo del team di vendite.
Tuttavia, le tecnologie digitali offrono sistemi puntuali per misurare le metriche chiave e capire come il marketing digitale influenzi le vendite. E’ possibile calcolare il ritorno dell’investimento (ROI) soltanto avendo a disposizione dati accurati a proposito di cosa stia determinando il traffico e le conversioni.
I professionisti del marketing digitale vorrebbero poter considerare meno le statistiche relative all’acquisizione dei clienti e più il ROI, che rappresenta l’obiettivo ultimo di qualsiasi campagna di marketing.
Attualmente abbiamo già a disposizione tecnologie che consentono di stimare il ROI in base ad una serie di dati raccolti, ma siamo sicuri che nell’arco di pochi anni saranno disponibili sul mercato una serie di tool in grado di determinare in maniera molto più raffinata flussi e performance generate da campagna pubblicitarie online basate su web marketing e social media marketing.

Fonte: http://www.milanotoday.it/economia/il-futuro-del-digital-marketing-secondo-andrea-pilotti.html

L’importanza della Digital Transformation

La Digital Transformation è considerata dagli esperti di mercato come la salvezza per molte aziende, ma passare al digitale non è semplice come può sembrare. La trasformazione digitale è il futuro per le aziende, piccole o grandi. Gli imprenditori si sentono ripetere questa frase ormai da molto tempo. Eppure entrare nel mondo digitale per un’impresa è operazione più facile a dirsi che a farsi. Esistono, infatti, diversi ostacoli che possono frenare questa trasformazione. Secondo uno studio condotto da Pwc, e basato sulle PMI e sulle grandi aziende globali, il problema principale nella digital transformation sono le mancanze di competenze specifiche. In pratica al giorno d’oggi pochissime realtà possono vantare un team di esperti in grado di guidare l’impresa nel passaggio da analogico a digitale. Mancano, insomma, le figure professionali capaci di sfruttare e capire i meccanismi del mondo digital, che sono totalmente differenti rispetto alle logiche produttive del contesto non virtuale. Il dualismo tra analogico e digitale si riflette anche sulle nuove tecnologie.

Gli ostacoli nella digital transformation

La maggior parte delle innovazioni tecnologiche possono aiutare una PMI a crescere ma gli imprenditori al momento non sanno come usarle e come investire su di esse. Per il 37% delle aziende la barriera più grande per il passaggio al digitale è rappresentata proprio dall’uso di tecnologie differenti rispetto a quelle adoperate fino ad oggi. Non a caso il 42% delle imprese coinvolte ha dichiarato di utilizzare ancora dei meccanismi produttivi datati e considerabili come obsoleti nell’epoca della cosiddetta Industria 4.0. In poche parole molti imprenditori hanno capito la potenzialità di strumenti come l’Internet of Things, intelligenza artificiale e automazione, ma non sanno come inserirli nella loro azienda e per evitare danni ulteriori preferiscono non cambiare i loro attuali sistemi di produzione. Una scelta comunque sbagliata perché porta l’impresa a rimanere indietro rispetto alla concorrenza. La scelta più giusta sarebbe quella di assumere o di avvalersi per un determinato periodo di una figura esperta, come un consulente, che possa aiutare dall’interno la trasformazione digitale dell’azienda. Questo potrebbe sembrare un consiglio scontato e invece stando ai numeri emersi dallo studio Pwc il 64% delle PMI intervistate al momento non è riuscita a stringere delle collaborazioni con figure professionali abili nel contesto della quarta rivoluzione industriale o con altre aziende che possono fornire un supporto strategico nel passaggio al digitale.

Come accelerare la digital transformation

Ci sono alcune semplici azioni da compiere per accelerare i processi di digitalizzazione interni a una piccola e media impresa
Chi ha una piccola e media impresa nell’ultimo periodo non può non aver sentito parlare di digitalizzazione. Si tratta del processo fondamentale per le aziende di oggi per evitare di restare fuori dal mercato e per ridurre le spese.
Iniziamo subito con il dire che questo processo di digitalizzazione seppur necessario è molto personalizzabile. Ogni azienda dovrebbe raggiungere l’obiettivo partendo dalle proprie conoscenze di base e dalle proprie necessità. Possiamo però indicare tre sfide principali che la maggior parte delle PMI deve affrontare quando si addentra nella digital transformation. Ricordiamo che prima di avvicinarsi a queste sfide una PMI deve fare un’analisi del panorama digitale nel quale opera e intuire il gap che ha con la concorrenza.

Le tre sfide per le PMI

Prima di lanciarsi nelle implementazioni delle nuove tecnologie utili a migliorare l’azienda dobbiamo analizzare la vision, gli obiettivi di business e la clientela della PMI. Bisogna realizzare un piano che preveda una struttura d’insieme sulla visione digitale dell’organizzazione, sugli obiettivi di business da raggiungere su quali clienti puntare. La presentazione di un progetto del genere e la sua relativa discussione in azienda dovrebbe portare a un accordo sulle azioni digitali che è necessario prendere.

Le azioni per accelerare la digitalizzazione

A questo punto è normale chiedersi quali siano le azioni chiave da compiere all’interno di un processo produttivo digital. Innanzitutto dobbiamo migliorare l’esperienza del cliente. È un aspetto sempre valido ma che alle volte si perde con il passaggio in ambito digitale, dove invece il cliente ha più strumenti per interagire con noi. La digitalizzazione deve trasformare anche il modo con il quale interagiamo con la clientela. Dobbiamo essere sempre a disposizione attraverso più canali. In secondo luogo le nuove tecnologie adottate devono portare a un vantaggio palpabile e concreto, come massimizzare l’efficienza o ridurre i costi. Le nuove tecnologie e la loro condivisione deve portare poi a migliorare la collaborazione e la condivisione delle conoscenze all’interno della PMI.

Fonte: https://tecnologia.libero.it/come-accelerare-la-digital-transformation-13016

E-Commerce in Italia al microscopio

Quanto sia importante per le imprese essere presenti in modo efficace sul web è oramai un concetto universalmente assodato. Internet riesce a offrire opportunità per vendere online e ampliare il mercato di riferimento fino a pochi anni fa impensabili.

In questo quadro l’Italia, pur evidenziando positivi miglioramenti rispetto all’anno passato, stenta ancora nello stare al passo con il resto d’Europa. È quanto emerge dall’ultimo Rapporto e-commerce 2017 diffuso da BEM Research intitolato Luci e ombre del commercio online in Italia“.

Dal report emerge come il giro di affari del mercato italiano sia aumentato, passando dai 21 miliardi di euro del 2015 ai 26 miliardi del 2016 (+23,4%). La quota sul mercato europeo a 28 paesi, il cui valore stimato è pari a 625 miliardi di euro (nel 2015 ammontava a 580 miliari di euro), è quindi passata dal 3,6 al 4,2%. Se un miglioramento c’è stato, il ritardo italiano risulta ancora molto ampio. Germania, Francia e Spagna evidenziano quote di mercato ben più ampie della nostra (16,4%, 10,1% e 6,4% rispettivamente – grafico 1).

Grafico 1. UE28: mercato dell’e-commerce B2C – composizione percentuale 
prodotti e servizi non finanziari

Fonte: elaborazioni e stime BEM Research su dati Eurostat.

L’utilizzo di Internet per acquistare beni e servizi da parte delle famiglie continua ad essere un’attività non molto diffusa in Italia. Appena il 29% della popolazionedi età compresa tra i 16 e i 74 anni ha utilizzato almeno una volta il web per effettuare acquisti nel 2016. Rispetto all’anno passato si è registrato un aumento della diffusione di soli 3 punti percentuali, ma il gap rispetto al resto d’Europa è ancora ampio (nei paesi dell’Area euro l’e-commerce risulta avere una diffusione tra la popolazione attiva pari al 55%).

L’Italia si posiziona davanti solo a Cipro, Bulgaria e Romania. Il divario italiano diventa ben più ampio se si considerano Francia (66%) e Germania (74%), paesi non molto distanti dalla testa della classifica occupata da Danimarca (82%) e Lussemburgo (79%).

Dal dettaglio per classi di età si osserva come i giovani concentrino i loro acquisiti online soprattutto sui capi di abbigliamento. I più anziani, invece, quando utilizzano il web si dirigono principalmente verso libri e giornali. La popolazione di mezza età predilige comprare online viaggi e titoli di trasporto. I prodotti tecnologici sono quelli con la propensione a essere acquistati sul web più simile per tutte le classi d’età considerate (grafico 2).

Grafico 2. Italia: individui che hanno utilizzato Internet per acquistare beni e servizi negli ultimi 3 mesi – tipologia di acquisto per fascia di età 
Dati relativi al 2016

Note: sono possibili più risposte.

Fonte: elaborazioni BEM Research su dati Istat.

Dal punto di vista dell’offerta, nel 2016 sono state appena l’8% le imprese italiane con almeno 10 dipendenti ad aver ricevuto un ordine tramite l’online (in aumento di un solo punto percentuale rispetto all’anno passato – grafico 3). La media dell’Area euro si attesta al 18% (17% nel 2015). Tra i paesi europei più virtuosi troviamo Danimarca (28%), Repubblica Ceca e Svezia (27%), Germania (26%) e Belgio (24%).

Il divario tra Italia ed Europa in riferimento all’offerta si è ridotto solo se si guarda alle grandi imprese, mentre le piccole e medie imprese lo hanno visto aumentare. Il fatturato prodotto da Internet nel 2016 da queste ultime è stato infatti pari al 6% del totale nel 2016, contro l’8% del 2015.

Grafico 3. UE28: percentuale di imprese che hanno ricevuto ordini online
Dati relativi al 2016 – Imprese non finanziarie con almeno 10 dipendenti
Fonte: elaborazioni BEM Research su dati Eurostat.

Tenendo conto del fatto che le piccole e medie imprese rappresentano il tessuto economico italiano è su questo fronte che sarebbe opportuno impiegare la maggior parte delle risorse pubbliche e private. Lasciare che le PMI vengano fagocitate dai giganti del web significa privarle della possibilità, ad esempio, di poter creare strategie di marketing online perfettamente disegnate sui desideri e necessità degli utenti, caratteristica che generalmente assicura un maggior numero di vendite sul web e una migliore affermazione del brand.

La creazione di un portale web che promuova il made in Italy nel mondo, mettendo in rete le tante piccole realtà produttive di qualità che in Italia abbondano in campi quali il settore alimentare, la moda e l’arredamento, è un passo che deve essere compiuto.

Un aiuto alle PMI italiane potrebbe giungere anche da azioni sul fronte della domanda. Permangono infatti vincoli culturali, soprattutto nelle persone più anziane che in Italia rappresentano una grande fetta della popolazione, che impediscono di accedere a Internet o di valutarne l’utilità.

Campagne informative specifiche per questa tipologia di consumatori, potenzialmente più orientati verso il made in Italy, potrebbero favorire una maggiore diffusione dell’e-commerce a vantaggio soprattutto delle aziende italiane. Più specificatamente per il Mezzogiorno, andrebbe creato un efficace sistema di incentivi fiscali e/o contributi volti a sostenere le spese necessarie per diffondere una maggiore “cultura del web”.